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Prua ad ovest si riparte: 11_Un viaggio in barca a vela

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Prua ad ovest si riparte: 11_Un viaggio in barca a vela

Ibiza

Prua ad ovest si riparte. L’estate è passata velocemente. I tanti amici che sono passati a trovarci hanno riempito questa stagione di nuove esperienze. Ogni volta che qualcuno sale a bordo ci lascia qualcosa di se.
Vivere ogni settimana a stretto contatto con persone diverse ci arricchisce l’animo e ci riempe di voglia ad andare avanti.

Ricordi di un’estate

Passage planning

Ormai siamo arrivati a fine settembre e scalpitiamo per rimetterci a navigare seriamente.
Da Ibiza dobbiamo raggiungere Gran Canaria, dove metteremo in secca la nostra bella.
La strada è lunga e piena di novità. Nell’ordine, costeggeremo tutto il litorale iberico da Alicante fino alle colonne d’Ercole per uscire dal nostro Mediterraneo ed entrare nello sconfinato Oceano Atlantico. Navigheremo con correnti e maree sicuramente più consistenti di quelle mediterranee e dovremo affrontare navigazioni d’altura più lunghe di quelle fin’ora lasciate alle spalle. Il profondo respiro dell’oceano scandito dalla sua onda lunga ci attende.

Ibiza_Cartagena

Formentera – Alicante

E’ il 2 ottobre sono le 3 del mattino e con l’aiuto di Ricky, Pisana e Beppe lasciamo alle spalle punta Pedrera e Formentera.
Vento fresco da nord, prua a 255° e si bolina contro un’ondina fastidiosa verso Alicante.
Beppe è affascinato, ha navigato altre volte con me ma sono molti anni che non sale in barca. La scia di plancton e meduse fluorescenti lo lasciano a bocca aperta, cosa che mi riempe il cuore di gioia.

Navighiamo tutta la notte e Beppe fa la guardia per la maggior parte del tempo sulle vele e su di me che dormo in pozzetto.
Il vento ci abbandona a 15 miglia dall’arrivo, nonostante il gennaker siamo costretti ad accendere il motore di bordo.
Ormeggiamo verso le 16.00 e come succederà spesso d’ora in avanti c’è qualcuno di conosciuto a darci il benvenuto.

Pascal è un ragazzone arguto, colto ed educato.
Insieme alla sua famiglia hanno e portano avanti una scuola qui ad Alicante, basata sul metodo Montessori. Oltre a ciò d’estate insieme a sua madre Yasmin e Marco fanno navigare Velamaya tra le Baleari. Li ci si è conosciuti anni fa.
E’ una famiglia che mi piace spesso prendere come esempio positivo, sono volenteresi e positivi. Pascal ha sempre un sorrisone stampato in volto.Grazie a lui riusciremo a far visitare il centro della città anche a Ricky che causa un incidente da qualche tempo si ritrova un po’ limitato nei movimenti.
Alicante è una bella città, la raccomando per un week end fuori stagione, quando in altri luoghi inizia a far freddo. Qui il clima è ottimo, il centro ha molto da offrire, l’aeroporto è vicino e ben servito e i prezzi sono molto interessanti. Birre a 90 cent e tapas a 1 euro.

Alicante – Tabarca

Il giorno seguente molliamo gli ormeggi e ci dirigiamo verso la vicina isola di Tabarca.
Restiamo ormeggiati fuori dal microscopico porto in attesa che gli ultimi barconi di turisti rientrino verso il continente. Tutto è libero e tranquillo, ci ormeggiamo all’inglese occupando uno dei 2 posti che offre il molo con un pescaggio accettabile per la nostra barca, 30 cm d’acqua ci separano dal fondo.

Tabarca è minuscola 61 abitanti, atterrare qui è sempre piacevole. L’atmosfera è quella dei tempi passati. Tre vie, una piazza, la chiesa e le mura tutto intorno. Faccio due passi velocemente insieme ad Eva, l’obiettivo è trovare un modo per portare Ricky a bere qualcosa. In meno di 3 minuti troviamo qualcuno che ci concede in prestito una sedia a rotelle e 10 minuti dopo io e Ricky stiamo già facendo le impennate per le vie di Tabarca. Birra, tonno, polpo, insalata e si torna a dormire, la giornata è finita e siamo tutti molto felici.

Tabarca – Mar Menor

Partenza all’alba, motore, lenza in acqua e rotta verso il Mar Menor.
Il poco conosciuto Mar Menor è una laguna di acqua salmastra divisa dal mare da quella che una volta era una striscia di sabbia. Oggi possiamo dire che è una laguna di acqua salmastra separata dal mare da un susseguirsi ininterrotto di palazzi e palazzoni. Uno stretto canale ci porta ad un ponte stradale che dalle 8 del mattino ogni 2 ore si solleva per permettere alle barche di entrare ed uscire dal porto di ….. e dalla laguna.
Una volta entrati grazie ad una bella brezzolina, riusciamo a fare qualche bordo tra le isole Baron e Perdiguera. Si ancora e si buttano in padella i tonnetti che hanno abboccato poco prima alla nostra esca.

Domani dobbiamo essere puntuali alle 12.00 per uscire nuovamente in mare aperto all’apertura del ponte e rimettere nuovamente la prua ad ovest…Cartagena ci aspetta e i Caraibi sono sempre più vicini.

 

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